LE NOZZE DI FIGARO
Figaro e Susanna si devono sposare, ma il conte di Almaviva alle cui dipendenze sono i due è invaghito di Susanna e vuole imporle lo ius primae nocits, sebbene pubblicamente abbia rinunciato a tale diritto feudale. Figaro in accordo con la promessa sposa e con la connivenza della contessa, al corrente della passione del marito, organizzano un finto appuntamento notturno: attraverso il travestimento la contessa in abiti di Susanna smaschera lo sprovveduto Conte e lo costringe a chiedere perdono e a suggellare le nozze dei due servitori.
DON GIOVANNI
Il Commendatore accorso in difesa dell'onore della figlia Donna Anna, viene ucciso dall'audace seduttore, il nobile Don Giovanni che fugge impunito.
Raggiunto da Donna Elvira, una delle passate amanti, Don Giovanni abbandona ancora la scena, lasciando Leporello a sciorinare il "catalogo" delle conquiste amorose dello straordinario seduttore. Intanto si stanno svolgendo i festeggiamenti per le nozze di due contadini, Masetto e Zerlina: Don Giovanni sta per sedurre la sposina, ma arriva Donna Elvira, la quale la sottrae alle sue mire. Donna Anna riconosce dalla voce di Don Giovanni che egli è l'assassino di suo padre e, accompagnata dal suo promesso Don Ottavio e Donna Elvira, si dirige al castello di Don Giovanni, dove si sta svolgendo la festa organizzata "in onore" di Zerlina. Qui Don Giovanni viene smascherato e su di lui viene invocata la vendetta del cielo. Più tardi, dopo altri inganni perpetrati grazie allo scambio di abiti con Leporello, Don Giovanni si rifugia in un cimitero, dove beffardamente invita a cena la statua del Commendatore. Tornato al suo castello, Don Giovanni si siede a tavola, quando giunge la statua del Commendatore, che lo invita a pentirsi, Don Giovanni non arretra. È l'ora fatale: la terra si squarcia e Don Giovanni viene inghiottito tra le fiamme.
Infine, Zerlina e Masetto celebrano le loro nozze, Donna Anna e Don Ottavio progettano la loro unione, Donna Elvira annuncia di volersi ritirare in un convento e Leporello va all'osteria, "a cercar padron miglior".
COSI FAN TUTTE
Due giovani ufficiali scommettono sulla fedeltà delle loro fidanzate. Per metterle alla prova, fingono di partire per la guerra e ricompaiono subito dopo travestiti. Sono irriconoscibili e buffi, ma pur sempre attraenti. Cercano di conquistare la fidanzata dell'altro e dicono di volerle sposare. Dopo qualche resistenza, ottengono il loro consenso. A questo punto si fanno riconoscere, suscitando imbarazzo e pentimento nelle due fanciulle. Architetto della messinscena ai danni delle due dame è Don Alfonso, con il quale i due ufficiali hanno scommesso sulla fedeltà delle loro dame e che trova nella cameriera Despina un'abilissima ed esilarante complice.
LA CLEMENZA DI TITO
La principessa Vitellia chiede a Sesto, amico dell’imperatore Tito, di uccidere quest’ultimo, per vendicarla del fatto che l’Imperatore non l’ha scelta come imperatrice, preferendole una straniera, la regina Berenice. Sesto esita, ma, pur di compiacere Vitellia, della quale è innamorato, acconsente.Tito ha nel frattempo allontanato Berenice da Roma e confida agli amici Sesto e Annio di avere intenzione di sposare una nobile romana: Servilia.
Ma Servilia è la sorella di Sesto, di cui l’amico Annio è innamorato e che egli vorrebbe sposare. Servilia in un impeto di sincerità informa l’Imperatore del suo amore per Annio e Tito commosso le promette il suo appoggio per favorire la sua unione con l’amico e, da parte sua, pensa di unirsi con Vitellia. Quest’ultima non sapendo ancora di tale decisione rinnova a Sesto l’ordine di uccidere l’Imperatore e di bruciare il Campidoglio.
Quando viene informata dallo stesso Annio della reale intenzione di Tito è troppo tardi e già le fiamme si sprigionano dal Campidoglio. Ma, contrariamente a quanto pensa Sesto, l’imperatore Tito non muore nella congiura e l’uomo colpito da Sesto salvatosi lo accusa dell’attentato. Molti dubbi assalgono l’Imperatore Tito che indugia a firmare il documento di condanna; Sesto è tormentato dai rimorsi e il tradimento commesso nei confronti dell’amico lo fa soffrire di più della stessa condanna a morte. Tuttavia, per proteggere Vitellia, non vuole rivelare a Tito il modo in cui si sono effettivamente svolti i i fatti.
Tito non riesce comunque a firmare il documento e straccia quindi la bolla di condanna.
Ma intanto nell’arena, davanti al popolo che attende ignaro l’esecuzione della condanna, quando Tito comanda che Sesto venga condotto davanti a lui e lo rimprovera per il suo delitto, Vitellia si getta ai suoi piedi e confessa la sua colpa.
L’imperatore Tito, dimostrando la sua grande generosità, concede a entrambi il perdono.
IL FLAUTO MAGICO
Tamino in fuga da un orribile serpente è salvato da una fata che gli affida un compito: liberare Pamina la bella figlia della Regina della Notte, sua signora. Tamino si innamora di Pamina dopo averne visto un piccolo ritratto e con un flauto magico regalatole dalla Regina parte all'avventura per liberarla dal perfido Sarastro, accompagnato da Papageno un bizzarro uccellatore che passava nei paraggi al momento dell’arrivo di Tamino. Ma durante la storia scopriamo che i buoni sono i cattivi e i cattivi sono i buoni: Sarastro non è affatto un malvagio rapitore è invece, con altri sacerdoti, il custode della Luce che riconosce nel giovane in cerca dell’amata un uomo degno del suo regno. Quindi Tamino dopo aver superato prove difficili, non libera Pamina, ma con lei e l’aiuto del flauto supera l'ultima prova e viene ammesso al Regno della Luce, sconfiggendo la perfida Regina della Notte; Papageno trova invece consolazione in una bella Papagena con la quale vivere nella pace dei sensi.