Lo spettacolo

W.A.M.

ovvero Mozart e l’esaltante tragedia dell’essere Pop.

WAM

“Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un musicista.”

(Wolfgang Amadeus Mozart)

 

Arte colta e pop art. Bambini prodigio e vecchi padroni. Principi e draghi. Fiabe e incubi. Chiasso e colori. Studio e sregolatezza. Genio precoce e morte prematura.

Questo e molto altro nella vita morte e miracoli di Wolfgang Amadeus Mozart, il primo precario della storia del lavoro occidentale, la prima vittima del mercato dell’arte. Da Vienna, baluardo dell’Ancien Régime, a New York, cuore acido degli Anni ’80 del Ventesimo Secolo.

Da WAM a Basquiat, tratteggiare una parabola per raccontare il difficile lavoro del diventare adulto, artista, essere uomo.

 Francesco Micheli