Eclettismo (di Wagner e non solo)

Gesamtkunstwer, Opera d’arte totale!

Espressioni che inequivocabilmente connotano la concezione teatrale di Richard Wagner [vedi].

Opera, quindi, frutto dell’unione di linguaggi differenti: poetico-verbale dei libretti, musicale della partitura, pittorico-architettonico delle scenografie e degli spazi teatrali.

E poi……luci! L’illuminotecnica che giocò un ruolo importantissimo nella messinscena delle opere wagneriane.
Tutto ciò perché l’opera, soprattutto nell’Ottocento, era lo spettacolo multimediale per eccellenza: non solo musica, non solo teatro, non solo pittura…………tutto insieme.

E Wagner fece fortemente leva su questo concetto del ‘tutto insieme’: le sue opere sono esemplari realizzazioni del connubio di sistemi espressivi e tecnici differenti.

Nel nome, quindi, del più totale eclettismo espressivo. Quell’eclettismo che tanto scalpore suscitò nei contemporanei e, nel contempo, riformò lo spettacolo teatral-musicale.

Benvenute, quindi, alle realizzazioni (a volte esageratamente moderne) delle opere wagneriane le quali, se non stravolgono il contenuto, altro non sono che le concretizzazione attuale del sogno wagneriano. Realizzazioni quali quelle, recenti, della Fura dels Baus che ha curato una regia del Ring.

Osserviamo questa scena (la conclusione  del Crepuscolo degli dei) nella quale la più moderna tecnologia si sposa con le istanze ‘multimediali’ di Wagner.
Per questi motivi, poi, Wagner ? mutatis mutandis ? può essere assimilato a band e gruppi pop rock recenti o contemporanei che, non solo, come lui hanno fatto (o fanno) larghissimo uso delle più moderne tecnologie audio-visuali, ma che hanno (ancora una volta come Wagner) aperto nuove vie espressive (e, come tali, spesso contestate).

Pensiamo ai Beatles, ormai entrati nella storia. Li conoscete vero?

Oppure a William Kentridge, un artista che ha coniugato esperienza figurativa con tecnica cinematografica in una personale sintesi.

Oppure (tornando alla musica) pensiamo ai Pink Floyd, altra band che rivoluzionò la prassi dei concerti (e dei video) mediante l’introduzione di nuove sonorità e largo impiego di tecnologie avanzate.

Se riflettiamo bene, proprio come Wagner!
Sì, come Wagner…….certo erano altri tempi, altra musica e altri mezzi.
Ma l’intento era il medesimo.
E ciò non è sfuggito, per esempio a Jim Steinman, maggiore esponente del cosiddetto (per l’appunto) rock wagneriano (pagina in inglese).

Jim Steinman

Jim Steinman

Anche i componenti della heavy metal/epic metal band Manowar (v. anche il sito ufficiale) si è virtualmente ispirata proprio a Richard Wagner da loro considerato il nume tutelare musica metal, in particolare dell’ epic metal.
Pare un paradosso, ma (riflettendoci bene)
se riascoltiamo la discesa nel Nibelheim ………

Manwar