Carmen Show

CARMEN SHOW

dal capolavoro di G. Bizet

Drammaturgia e regia Davide Marranchelli

Drammaturgia musicale Federica Falasconi

Scene e costumi Linda Riccardi

 

Carmen è un rito che si perpetra da più di 140 anni nei teatri di tutto il mondo, il rito della donna libera, della zingara ribelle che viene uccisa dal suo amante. Carmen è un’icona.

L’Assemblea Generale Onu parla della violenza contro le donne come di

“una manifestazione delle relazioni di potere storicamente disuguali tra uomini e donne, che ha portato alla dominazione e alla discriminazione contro le donne da parte degli uomini, […] uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

L’idea registica parte proprio dall’idea di rito sacrificale, inteso come qualcosa di profondo e talmente calcificato nella società da non essere più riconoscibile e a volte nemmeno spiegabile. In particolare il rito che si svolgerà in scena sarà quello della tauromachia, più comunemente chiamata Corrida. La Corrida nasce nel 1200, ma si potrebbe annoverare tra i riti dionisiaci: Dioniso, figlio illegittimo di Zeus, dio dell’ebbrezza, del clamore, dell’energia vitale, ucciso sotto sembianze di toro dai Titani.

Il femminicidio di Carmen diventa uno show, una forma moderna di rito, al quale il pubblico è chiamato a partecipare, consapevolmente.

NOTE DI REGIA

UNA VICENDA PUBBLICA

Per individuare un colpevole non serve un teatro, serve un tribunale. E il tribunale, così come il pubblico, individuerà subito in Don José il colpevole. Sarebbe semplice ridurre la vicenda di Carmen a un rifiuto d’amore finito in tragedia: avremmo una vicenda chiara, una vittima e un carnefice.

A teatro però si cerca di capire perché certe cose accadono, perché noi esseri umani ci comportiamo in un certo modo, perché compiamo cose atroci gli uni verso gli altri. Il teatro deve essere un’occasione per analizzare e comprendere il rito e noi stessi.

Perché Carmen ha questa necessità di vivere sul filo del rasoio? Perché ha bisogno di sedurre? Perché spesso si combatte la libertà con la violenza? Cosa ci fa così paura della libertà altrui? Perché un uomo è tale solo se “possiede” una donna? Perché si ricorre alla violenza piuttosto che accettare la sconfitta?

Queste domande saranno portate in scena e lasciate al pubblico dagli stessi protagonisti: nessuna risposta nel Carmen Show. La vicenda di Carmen è una vicenda pubblica: tutti vedono ciò che accade, tutti si accorgono dei primi accenni di violenza in Don José, ma nessuno si muove. Nessuno, mai. Si delinea quindi un triangolo, tra Carmen, il suo assassino e il pubblico, che assiste alla scena.

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IL FORMAT

Oltre allo spettacolo:

  • Preparazione in classe e/o rielaborazione dopo lo spettacolo

(1-2 incontri di 50 minuti) condotti da mediatori didattici

  • Progetti di Alternanza Scuola-Lavoro (nell’ambito della legge 107 – Buona Scuola) incentrati su temi di cittadinanza attiva legati all’orizzonte semantico di Carmen (i.e. lotta alla violenza di genere, stereotipi e inclusione) e sui mestieri dell’opera e dello spettacolo dal vivo (i.e. artisti, musicisti, conduttori, manager culturali, scenografi). Accoglienza classi fino a esaurimento disponibilità.

Per maggiori informazioni: info@operaeducation.org

  • Filmografia tematica a disposizione per proiezioni in classe e/o istituto – progetto “Schermi di classe” di Regione Lombardia

Per Professori: Letture, approfondimenti tematici, kit di lavoro in classe e ascolti consigliati

Per Studenti: Didattica online, audiolibri, proposte interattive, contest