I personaggi

CARMEN

Carmen non è un personaggio “buono”: non si comporta in maniera corretta con le persone che la amano. Cosa affascina così tanto di Carmen? Il suo essere indefinibile, indomabile.

Carmen è il risultato di diverse Carmen, a volte in accordo tra loro: sono i momenti in cui acquista il suo fascino irresistibile e quella dolcezza femminile che strega Zuniga, Escamillo, Don José e chiunque le stia intorno.

Quando le Carmen sono in disaccordo, ecco che diventa pericolosa, per se stessa prima di tutto: è lei la prima a nominare la morte come soluzione a Don Josè, e sarà sempre lei a nominarla ancora nel tragico epilogo.

E’ una donna che per sentirsi viva deve assaggiare la paura della morte, deve sfidare l’autorità. Carmen non ha alcun tipo di coerenza nelle sue scelte. Eppure si innamora davvero degli uomini che incontra. Dimostra ancora una volta la sua libertà quando decide di innamorarsi di un soldato semplice e non di un superiore

“non è un capitano, non è un tenente è solo un brigadiere”

eppure si lascia sedurre dal conquistador per eccellenza, Escamillo.

Carmen è un tormento, per se stessa e per chi la guarda e le vuole bene. Carmen ci fa paura e ci affascina per la stessa ragione: l’uso spregiudicato della sua libertà.

 

DON JOSÉ

Don José è una vittima. Don José ha ragione. Dal primo istante lo vediamo in balia delle donne della sua vita: Micaela, la madre, e infine Carmen, così diversa da tutto quello che conosce, così esotica ed erotica.

Il suo primo contatto con Carmen è già violento, lei gli lancia il fiore della strega, non gli lascia alcuna possibilità di scelta.

Don José, sedotto e abbandonato, costretto a fare una vita che non avrebbe mai scelto, avrebbe tutto il diritto di prendersi il ruolo di vittima di questo dramma, fino a quando non decide, ed è solo lui a decidere, di diventarne il carnefice.

 

IL PUBBLICO

Il pubblico, infine, è invitato ad assistere alla carneficina, come ad una corrida.

Come in un vero e proprio show, sarà invitato a presentarsi con un dress code.

Perché elegante? Perché assiste a una festa, al rito di uccisione, qualcosa di antico, sacro. Così come è sacro e antico l’orgoglio maschile, che colpevolizza il fatto di non riuscire a trattenere una donna, come fosse una perdita di virilità.